Archivi categoria: Presenzialismi

Il presenzialista deve essere visto. Che si tratti di lavoro, di relazioni personali o di occasioni mondane. Si vede, quindi esiste, conta, ha un peso sulle cose. Alcuni fanno del presenzialismo un’arte: per loro si tratta di un gioco, di un momento di piacere.

Il presenzialista suo malgrado, invece, deve pare atto di presenza. Per lui si tratta di un obbligo, di un male necessario.

Come l’assenteismo, anche il presenzialismo é una dimensione mentale.

Déjà vu

Il momento più fastidioso è al mattino, quando ritrovo la luce del giorno.

È una risalita lenta e inesorabile, come le prime avvisaglie di un conato di vomito. Esco dal vagone e arrivo in un atrio illuminato al neon, che finisce in uno svincolo di scale mobili e rampe laterali. Qui esito. Il flusso mi risucchia per inerzia verso la fila ben allineata, intasata davanti alla scala mobile; ma qualcosa, un sussulto, all’ultimo mi fa scartare di lato e mi spinge su, a piedi per le scale semideserte.

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